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Venerdì 14 Giugno 2013 00:00

LETTERA APERTA
 
 
Per la seconda volta il Comune ci ha tolto la sede!
Con questo ultimo atto l'Associazione resta fuori dal Borgo!!!
Pubblichiamo la seguente lettera aperta.
 
 
L'Associazione Amici del Borgo Vecchio vuole comunicare ai soci, ai simpatizzanti e all'intera cittadinanza che a breve dovrà lasciare la sede operativa nel Borgo Vecchio in quanto richiesta dall'Amministrazione Comunale. 

La nostra Associazione nata nel 1985 é apartitica e non ha fini di lucro (art.2 dello Statuto). E' stata costituita 28 anni fa da un gruppo di giovani termolesi con lo scopo di promuovere e favorire la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e urbano del Borgo Vecchio di Termoli ed ha sempre svolto attività di promozione sociale organizzando incontri, dibattiti, convegni, mostre, manifestazioni, collaborando con molte realtà culturali e anche con altre associazioni.

Dopo 28 anni di vita associativa, di lotte e di denunce per la salvaguardia del Paese Vecchio, pensavamo di poter meritare una sede all'interno del Borgo e invece in questi anni di Amministrazione Di Brino è stato fatto di tutto per allontanarci dal Borgo Vecchio. Per la nostra Associazione la sede all'interno del Borgo oltre ad avere un forte significato simbolico, rappresenta un punto di riferimento, di aggregazione e logistico indispensabile per la programmazione e l'organizzazione delle nostre attività.

Vogliamo brevemente ricapitolare gli eventi che hanno portato a quest'ultimo atto di revoca della sede.

Una delle prime azioni (primavera 2011) di questa Amministrazione nei nostri confronti è stata quella di richiedere l'ex carcere al belvedere, nostra sede in quel periodo. Capimmo le ragioni di quella scelta in quanto ci fu detto che i locali erano necessari per dislocarvi l'Ufficio Cultura del Comune nell'ottica del risparmio economico per le casse comunali. In quell'occasione ci fu offerta come sede la Pinacoteca (Galleria civica) in piazza S. Antonio. Quella sede non ci sembrò idonea in quanto in primo luogo venivamo allontanati dal Borgo ed inoltre perché le attività che vi si svolgevano e si svolgono non erano compatibili con le nostre. Saremmo di fatto diventati gli "uscieri" della Galleria Civica sobbarcandoci l'onere del mantenimento, della pulizia e della sorveglianza della stessa durante mostre e manifestazioni.

In quel momento l'unica soluzione ci parve quella di chiedere di usufruire della Torretta ex archivio storico di Carlo Cappella. Quella sede pur essendo piccola, sprovvista di servizi igienici e riscaldamento, rappresentava il giusto compromesso per mantenere quel contatto fisico e ideale con il Borgo. Nonostante tutto, abbiamo potuto continuare ad organizzare con grande sacrificio tutte le nostre manifestazioni.

Oggi, invece, non riusciamo a capire i "motivi istituzionali" che sono stati addotti per sottrarci nuovamente la sede. Ci è stato riferito infatti, che con molta probabilità, la Torretta verrà adibita ad info-point turistico. Questa attività svolta solo nei mesi estivi, a nostro avviso, poteva coesistere con la nostra Associazione, anzi saremmo stati ben disposti ad aiutare i ragazzi addetti. Infatti, vogliamo ricordare che negli anni passati, quando la nostra sede era ancora presso l'ex carcere e l'info-point era collocato al piano terra, abbiamo sempre fattivamente collaborato (gratuitamente) con gli addetti al servizio.

Per questo, siamo motivati a pensare che l'intento di questa Amministrazione e dell'Assessore alla Cultura e Turismo Cocomazzi fosse stato da sempre, fin dal loro insediamento, quello di allontanare dal Borgo la nostra Associazione. Sinceramente non ce lo saremmo aspettati da un sindaco che ha basato la sua campagna elettorale sulla "termolesità" e che invece, ancora una volta ha dimostrato che quelle erano solo parole al vento. 

Vogliamo ricordare all'Amministrazione Di Brino ed in particolare all'assessore Cocomazzi che le nostre manifestazioni hanno portato lustro, benefici ed onori soprattutto alla città di Termoli e di riflesso ai suoi Amministratori. La nostra Associazione infatti non guarda ai colori politici quando c'è da lavorare per Termoli. Un esempio su tutti è stata la celebrazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia. In quell'occasione la nostra Associazione, senza ricevere alcun contributo pubblico, è riuscita ad organizzare un evento memorabile e suggestivo che ha coinvolto ed emozionato moltissimi cittadini, lasciando un ricordo indelebile a tutti i partecipanti. Nonostante questa ed altre rimarchevoli iniziative portate avanti da noi, ancora una volta, questa Amministrazione si è dimostrata noncurante, insensibile ed indifferente al meritorio ruolo che ha ricoperto e che ricopre la nostra Associazione nel panorama associazionistico e culturale della città di Termoli.

Ad oggi non sappiamo se, con un trasloco in corso, senza una sede operativa, e con l'animo fiaccato da questa ennesima prevaricazione e becera dimostrazione di potere, riusciremo ad organizzare i tradizionali ed immancabili appuntamenti estivi noti anche a livello nazionale. 

Nonostante le difficoltà contingenti, vogliamo ribadire che non rinunceremo mai alla nostra missione principale: quella di evidenziare i problemi ed il degrado che affliggono il Borgo Vecchio.

La nostra azione di denuncia sarà ancora più puntuale ed incisiva poiché non possiamo tollerare un'Amministrazione che non solo non vuole tentare di risolvere i problemi, ma addirittura ostacola chi in maniera costruttiva è portatore di una visione critica sempre nell'interesse del bene comune, della nostra città e della nostra storia.

 
 
Di seguito la comunicazione del Comune
 
lettera tor
 
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Giovedì 28 Marzo 2013 00:00

Gli altari 2013... Le foto

Come promesso pubblichiamo le foto del nostro altare di San Giuseppe.

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Per tutte le foto clicca QUI

 

 
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Venerdì 29 Marzo 2013 00:00

A' Vetare de San Giuseppe

Marzo 2013

sacra2013Come ormai da diversi anni, anche per la nostra Associazione si rinnova l'appuntamento con l'Altare di San Giuseppe "A' Vetare de San Giuseppe". Spesso pur avendo forza di volontà e tanta voglia di fare nel riproporre le tradizioni della nostra terra, manca il posto dove poter lavorare. Però anche quest'anno San Giuseppe ha voluto darci/crearci l'opportunità di dedicargli l'ennesima Vetare , grazie alla disponibilità del parroco della Cattedrale don Gabriele Mascilongo, che ci ha messo a disposizione i locali di "Sant' Anna" in P.zza Duomo. Ci siamo quindi cimentati nell'ennesima, ma per noi sempre nuova, esperienza della tradizionale devozione a San Giuseppe padre e lavoratore. La presentazione dell'Altare a San Giuseppe, è l'espressione della propria devozione che avviene attraverso le tante forme di rappresentatività legate alla propria indole e ai propri sentimenti. Da qui la difficoltà a volte di realizzare qualcosa che sia rappresentativo dei tanti soci l'associazione. Anche quest'anno però sembra che ci siamo riusciti!

Apriremo le porte di Sant'Anna in P.zza Duomo, all'interno del Borgo, alle ore 16,30 di lunedì 18 marzo. Vi aspettiamo quindi per proporvi un momento di raccoglimento e preghiera presso l'Altare da noi realizzato e dedicato a San Giuseppe! Saremo aperti: Lunedì 18 dalle ore 16,30 alle 24,00; Martedì 19 dalle ore 9,00 alle 12,30; Mercoledì 20 e Giovedì 21 dalle ore 16,30 alle ore 20,00 . In caso di scolaresche che volessero venire a visitare l'Altare nelle mattinate di Mercoledì e Giovedì, basta telefonare al n° 339 - 1742265 e prenotare.

PASSATE PAROLA... VI ASPETTIAMO!!!

altari-2013

Cenni storici:

Il nome Giuseppe è di origine ebraica e sta a significare "Dio aggiunga", estensivamente si può dire "aggiunto in famiglia". Può essere che l'inizio sia avvenuto col nome del figlio di Giacobbe e Rachele, venduto per gelosia come schiavo dai fratelli. Ma è sicuramente dal padre putativo, cioè ritenuto tale, di Gesù e considerato anche come l'ultimo dei patriarchi, che il nome Giuseppe andò diventando nel tempo sempre più popolare. In Oriente dal IV secolo e in Occidente poco prima dell'XI secolo, vale a dire da quando il suo culto cominciava a diffondersi tra i cristiani.   San Giuseppe fu lo sposo di Maria, il capo della "sacra famiglia" nella quale nacque, misteriosamente per opera dello Spirito Santo, Gesù figlio del Dio Padre. E orientando la propria vita sulla lieve traccia di alcuni sogni, dominati dagli angeli che recavano i messaggi del Signore, diventò una luce dell'esemplare paternità. Certamente non fu un assente. È vero, fu molto silenzioso, ma fino ai trent'anni della vita del Messia, fu sempre accanto al figliolo con fede, obbedienza e disponibilità ad accettare i piani di Dio. Cominciò a scaldarlo nella povera culla della stalla, lo mise in salvo in Egitto quando fu necessario, si preoccupò nel cercarlo allorché dodicenne era "sparito'' nel tempio, lo ebbe con sé nel lavoro di falegname, lo aiutò con Maria a crescere "in sapienza, età e grazia". Lasciò probabilmente Gesù poco prima che "il Figlio dell'uomo" iniziasse la vita pubblica, spirando serenamente tra le sue braccia. Non a caso quel padre da secoli viene venerato anche quale patrono della buona morte.
Giuseppe era, come Maria, discendente della casa di Davide e di stirpe regale, una nobiltà nominale, perché la vita lo costrinse a fare l'artigiano del paese, a darsi da fare nell'accurata lavorazione del legno. Strumenti di lavoro per contadini e pastori nonché umili mobili ed oggetti casalinghi per le povere abitazioni della Galilea uscirono dalla sua bottega, tutti costruiti dall'abilità di quelle mani ruvide e callose.
Di lui non si sanno molte cose sicure, non più di quello che canonicamente hanno riferito gli evangelisti Matteo e Luca. Intorno alla sua figura si sbizzarrirono invece i cosiddetti vangeli apocrifi. Da molte loro leggendarie notizie presero però le distanze personalità autorevoli quali San Girolamo (347 ca.-420), Sant'Agostino (354-430) e San Tommaso d'Aquino (1225-1274). Vale la pena di riportare soltanto una leggenda che circolò intorno al suo matrimonio con Maria. In quella occasione vi sarebbe stata una gara tra gli aspiranti alla mano della giovane. Quella gara sarebbe stata vinta da Giuseppe, in quanto il bastone secco che lo rappresentava, come da regolamento, sarebbe improvvisamente e prodigiosamente fiorito. Si voleva ovviamente con ciò significare come dal ceppo inaridito del Vecchio Testamento fosse rifiorita la grazia della Redenzione.
San Giuseppe non è solamente il patrono dei padri di famiglia come "sublime modello di vigilanza e provvidenza" nonché della Chiesa universale, con festa solenne il 19 marzo. Egli è oggi anche molto festeggiato in campo liturgico e sociale il 1° maggio quale patrono degli artigiani e degli operai, così proclamato da papa Pio XII. Papa Giovanni XXIII gli affidò addirittura il Concilio Vaticano II. Vuole tuttavia la tradizione che egli sia protettore in maniera specifica di falegnami, di ebanisti e di carpentieri, ma anche di pionieri, dei senzatetto, dei Monti di Pietà e relativi prestiti su pegno. Viene addirittura pregato, forse più in passato che oggi, contro le tentazioni carnali.
Che il culto di San Giuseppe abbia raggiunto in passato vette di popolarità lo dimostrano anche le dichiarazioni di moltissime chiese relative alla presenza di sue reliquie. Per fare qualche esempio particolarmente significativo: nella chiesa di Notre-Dame di Parigi ci sarebbero gli anelli di fidanzamento, il suo e quello di Maria; Perugia possiederebbe il suo anello nuziale; nella chiesa parigina dei Foglianti si troverebbero i frammenti di una sua cintura. Ancora: ad Aquisgrana si espongono le fasce o calzari che avrebbero avvolto le sue gambe e i camaldolesi della chiesa di S. Maria degli Angeli in Firenze dichiarano di essere in possesso del suo bastone. È sicuramente un bel "aggiunto" di fede.

A breve pubblicheremo le foto dell'altare e del lavoro per realizzarlo!

 

 

 

 

 
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Martedì 18 Dicembre 2012 00:00

IL PRESEPIO

XIV edizione

IL-PRESEPI0-2012Siamo arrivati anche quest'anno a Natale ed ormai è prossima l'apertura della 14° Edizione del Presepio! Ogni anno sembra che i presepisti si cimentino in un gioco di alternanze, infatti eccetto i nominativi ormai consolidati che ci accompagnano da tanti anni, ci sono sempre nuovi arrivi e quindi nuovi nominativi. Questo però, pur essendo un gioco spiacevole per quanti "ci lasciano", porta comunque gente nuova con nuove idee. Quindi, anche quest'anno ce ne sono di belli ed originali da vedere e votare. Ogni anno che passa, considerato armai la nostra esperienza in fatto di allestimento, dovrebbe essere più semplice ed anche meno faticoso allestire questa mostra, invece diventa sempre più pesante perché ogni anno che passa, troviamo il Castello sempre più sporco e abbandonato a se stesso. E' una cosa che prende il cuore, perché vedere l'unica struttura civile di epoca federiciana che abbiamo, tra l'altro già compromessa strutturalmente dagli agenti atmosferici che la stanno letteralmente consumando, rendendola vulnerabile sempre di più, insieme all'incuria di quanti la utilizzano in maniera impropria e con disinteresse perché "cosa pubblica", è davvero esasperante. Il Castello svevo è un bene di tutti e come tale va rispettato e ben conservato. Lo scorso anno in occasione della stessa mostra, abbiamo provveduto a far rimettere i vetri alle finestre, a far sistemare i faretti ancora presenti nelle sale di sopra, ripulire gran parte dei pannelli togliendoci una infinità di chiodi che lasciano a vario titolo gli espositori, insomma abbiamo cercato di lasciarlo in buone condizioni. Quest'anno appena entrati, lo spettacolo si è ripresentato peggio dello scorso anno! Vetri rotti, finestre lasciate aperte forse da questa estate, una quantità di polvere e calcinacci per non parlare di un grosso nido in un vano finestra con affaccio in una delle sale espositive. Bicchieri sporchi lasciati in due contenitori probabilmente in occasione dell'ultimo matrimonio celebrato nel Castello che emanano un olezzo come se si entrasse in una cantina di altri tempi. Beh, oggi tutto questo è stato eliminato, ma con quale fatica! Speriamo di essere più fortunati il prossimo anno e che l'Amministrazione si prenda l'onere di stabilire delle regole semplici ma serie per le attività che a vario titolo si dovranno svolgere nel Castello.
Scusate il divagare, ma vi assicuriamo che non è bello entrare in una struttura del 1200 per trovarla in queste condizioni! La quattordicesima mostra de "IL PRESEPIO" si aprirà come per gli altri anni alle ore 17,00 di domenica 23 Dicembre 2012. Dopo la benedizione, si potrà visitare la mostra anche quest'anno ricca di presepi in concorso e fuori concorso secondo il seguente orario:
Vedi locadina.

 
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